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Come raggiungere i propri obiettivi.

Come raggiungere i propri obiettivi.

Obiettivi da raggiungere

Hai mai pensato ad una strategia ben precisa su come raggiungere i propri obiettivi?

Quante volte ti sei detta, “una volta che avrò X allora sarò felice”.

Ognuno di noi ha avuto questo pensiero in un certo momento della propria vita.

E sono sicura che molte volte hai ottenuto ciò che volevi, solo per scoprire dopo averlo preso che di solito c’è qualcos’altro che vorresti poco dopo.

Questo processo mentale può intrappolarti in un loop che in realtà non finisce mai.

Non ci sarà mai un momento in cui tu sia completamente libera dalle difficoltà.

Quindi come si fa a uscirne?

Uno degli errori più grandi che le persone commettono è aspettare il momento giusto per agire per raggiungere i propri obiettivi.

È probabile che il momento giusto non arrivi mai. Ecco perché diventa importante praticare la Disciplina sulla motivazione.

La disciplina è agire indipendentemente da come ti senti!

Per fare questo, ho scoperto che bisogna avere un chiaro obiettivo di ciò che si vuole e un chiaro motivo del perché lo si vuole.

Devi davvero determinare perché quell’obiettivo è così importante per te.

Ho imparato che desiderare la realizzazione di un obiettivo non basta. Il desiderio di raggiungere i propri obiettivi ha bisogno di essere ancorato ad una emozione.

obiettivi da raggiungere

Le emozioni ti porteranno oltre la logica del pensiero razionale, quindi è importante attingersi a loro, in quanto ti permetteranno di accedere a un livello di energia che ti aiuterà a superare tutti i momenti difficili.

Ecco 2 passaggi per aiutarti a chiarire il tuo obiettivo e motivazione, che sarà un potente promemoria per rimanere disciplinati per andare avanti:

1. Scrivi un obiettivo raggiungibile per te stesso, con un risultato specifico in un periodo di tempo determinato. Un esempio di questo potrebbe essere quello di perdere 2 kg in 6 settimane o di raggiungere un progresso di 100 ripetizioni di Hundred in 5 settimane, nel nostro corso di Pilates.

Questo è un ottima strategia per tenerti disciplinata e non procrastinare.

E’ importante avere un piano predeterminato in modo da rendersi conto di seguire un programma, e poter quindi monitorare i progressi nel tempo.

Seguire un piano ben strutturato elimina anche ogni lavoro di ipotesi, quindi si può stare certi che stai facendo il necessario per ottenere i risultati prefissati.

2. Scrivi una lista di almeno 5 esiti positivi e 5 negativi se dovessi o no raggiungere il tuo obiettivo (ciò ti permetterà di determinare il tuo perché). Questo crea un attacco emotivo al risultato che può essere usato come carburante per aiutarti a superare i momenti difficili.

Una volta che hai scritto queste cose sulla carta, fissale da qualche parte che vedrai regolarmente (come lo specchio del tuo bagno) in modo che ti venga costantemente ricordato a cosa stai lavorando e perché è importante.

raggiungere obiettivi prefissati

Il Potere delle Parole

Per raggiungere i propri obiettivi diventano fondamentali anche le parole che diciamo a noi stessi. Le parole hanno un potere enorme.

Utilizzare un linguaggio depotenziante verso se stessi è uno dei modi più veloci per attrarre maggiormente circostanze negative. Mentre usare un linguaggio potenziante è un modo sicuro per attirare più risultati positivi.

Questo significa che devi cambiare le tue attuali strutture di credenza.

Le tue strutture di credenza sono ciò che ti governano, sia che tu viva in uno stato potenziante o meno.

Per esempio: qualcuno che ha come credo “finisco tutto quello che inizio” vivrà una vita molto più ricca e produttiva di qualcun’ altro che ha avuto come credo “fallisco in tutto quello che faccio”.

L’unica cosa che separa queste due persone è la storia che si stanno raccontando su chi sono.

Quindi stai sempre attenta alle parole che pronunci su di te.

Una delle più grandi pratiche che ho trovato nella mia vita è iniziare a diventare consapevole dei propri pensieri.

Quando inizi ad ascoltare davvero quello che ti dice la mente, inizi a renderti conto di quanti modelli di pensiero negativo compulsivi possono verificarsi.

Se sei in grado di portare quei pensieri negativi alla tua consapevole attenzione (invece di permettergli di giocare senza che tu te ne accorga) allora hai l’opportunità di scegliere una nuova conclusione che effettivamente ti dà potere!

Tu hai il potere di cambiare i tuoi pensieri, il che significa che hai anche il potere di cambiare la tua vita.

Cosa mangiare per dimagrire?

Cosa mangiare per dimagrire?

Cosa mangiare per stare bene?

Per chi segue una dieta diventa sempre un dilemma cosa mangiare per dimagrire, devo necessariamente evitare alcuni alimenti o categorie di alimenti?

Ti elenco ora 3 miti sull’alimentazione che dovresti conoscere:

MITO 1: I carboidrati fanno ingrassare.

E’ vero che i carboidrati hanno la tendenza a farti trattenere dell’acqua, ma in linea di massima non fanno ingrassare (a meno che non vengano consumati in eccesso come qualsiasi altra cosa).

Questo è il motivo per cui le persone vedono spesso una rapida (ma temporanea) riduzione di peso quando eliminano i carboidrati, ma generalmente si tratta solo di una perdita di liquidi (acqua).

Quindi ingrassare non è mai correlato esclusivamente ad un singolo macronutriente (come i carboidrati), ma generalmente da uno scompenso del rapporto tra calorie introdotte / calorie spese.

MITO 2: mangiare cibi confezionati che dicono di avere “pochi grassi” sono le opzioni più salutari da scegliere?

Pensala così: quando togli qualcosa, devi sostituirlo con qualcos’altro.

Gli alimenti che sono stati modificati per ridurre la quantità di grassi vengono invece generalmente addizionati di zuccheri (questo è ciò che li rende appetibili).

SUGGERIMENTO: Riduci gli alimenti confezionati se possibile altrimenti cerca opzioni che non siano state eccessivamente modificate

MITO 3: Mangiare regolarmente è importante altrimenti il metabolismo rallenterà e può portare ad un aumento di peso.

Il tuo corpo consuma energie per la digestione del cibo, ma questo processo di solito rappresenta solo una piccola percentuale (10%) del tuo consumo energetico complessivo (dato dalla somma di: metabolismo basale, esercizio fisico, attività quotidiane e altre funzioni corporee).

Pertanto, mangiare più frequentemente NON crea una sostanziale differenza nel tuo metabolismo o nella tua capacità di bruciare calorie.

perdere peso

“Come faccio a sapere se sto mangiando la giusta quantità di calorie per raggiungere il mio obiettivo? ”

L’unico modo per sapere cosa mangiare per dimagrire e quanto mangiare è rimanere conformi ad un programma alimentare per 1-2 settimane e osservare i risultati.

Sto dimagrendo? Sono stabile? O sto prendendo peso?

Rimanere conformi ad un programma alimentare di solito è la parte più difficile, ma questo è il modo migliore per misurare cosa funziona e cosa no.

Quindi come puoi capire cosa mangiare per dimagrire?

Ecco alcuni consigli:

1. Scegli una Strategia e continua.

Uno dei motivi per cui le persone faticano a seguire un piano è perché ci sono tanti punti di vista contrastanti.

È difficile credere in quello che fai quando alcuni dicono “questo è giusto farlo così” e altri dicono “questo non funziona”.

Il mio consiglio, una volta selezionato un programma è di seguirlo per almeno 5 settimane e poi decidi.

2. Permettiti un po’ di flessibilità.

La vita è imprevedibile, quindi tentare di seguire un piano alimentare che non tiene conto di alcuna flessibilità sarà sempre difficile!

Senza contare che tali progetti di solito ti fanno sentire malissimo con te stesso se non sei in grado di seguirli.

Il mio consiglio, prepara delle alternative che ti permettano di apportare dei cambiamenti se necessario durante la tua giornata senza compromettere il tuo regime alimentare!

3. Includi alcuni momenti di libertà.

Tutti tendiamo a volere le cose di più nel momento in cui sentiamo che non possiamo averle!

Eccessive restrizioni su se stessi non sono mai una buona strategia a lungo termine.

Il mio consiglio, trova un modo per includere qualche “capriccio” senza sensi di colpa all’occasione, ma che non mettano a repentaglio i tuoi obiettivi!

In sintesi, mangia consapevolmente, e se puoi includi nella tua routine 2/3 sessioni settimanali di allenamento, magari del mio corso di Pilates online Gratuito, provalo!

cosa mangiare

Cosa mangiare per dimagrire?

Ricorda che Il tuo peso corporeo è determinato utilizzando questa formula: Calorie IN – Calorie OUT (Assunzione di cibo – Spesa energetica)

Il che significa che la perdita di peso può verificarsi da un minor consumo calorico e/o dall’esecuzione di più attività fisica.

Per esempio, diciamo che hai mangiato 2.000 Kcal ma hai bruciato 400 Kcal al giorno da una seduta di cardio:

(2.000 – 400 = 1.600 Kcal)

Questo stesso risultato si potrebbe ottenere (senza cardio) se si consumasse semplicemente 1.600 Kcal.

Nota bene che questo non tiene conto dei benefici aerobici derivanti dall’esercizio di cardio. Ma parliamo esclusivamente di perdita di peso.

Quindi, non importa quanto esercizio fisico tu faccia, l’aumento di peso è ancora possibile se il tuo apporto calorico supera la spesa calorica.

Kcal in entrata VS Kcal in uscita è l’unica cosa di cui devi preoccuparti.

Le Kcal misurano il tuo apporto totale di energia e vengono calcolate in base ai macronutrienti che consumi.

Ma ogni macronutriente (proteine, carboidrati e grassi) svolge un ruolo diverso nel nostro organismo.

Quindi a parità di assunzione calorica, il risultato può essere diverso a seconda del consumo di macronutrienti (motivo per cui è importante considerare sia le calorie che i macronutrienti).

Ricorda che il tuo corpo non si “resetta” ogni giorno e non dimentica il cibo che hai consumato nei giorni precedenti.

Questo è il motivo per cui è preferibile monitorare il dispendio calorico su base SETTIMANALE piuttosto che quotidiana (perché “solo un giorno” può farti sballare il tuo apporto calorico medio per la settimana)

Quindi se hai intenzione di concederti una voglia di più un determinato giorno è importante farlo tenendo conto del tuo fabbisogno calorico giornaliero / settimanale.

Pilates in gravidanza

Pilates in gravidanza

Molto spesso si pensa che svolgere una attività fisica durante la gravidanza possa essere nocivo. Invece praticare della sana attività sportiva ed in particolare il Pilates in gravidanza non solo si può fare, ma diventa estremamente consigliato se si vuole arrivare al giorno del parto in condizioni di benessere psicofisico ottimali.

Detto questo, la scelta dell’attività dovrà essere ponderata allo stato del momento, e naturalmente, prima di iniziare una qualsiasi attività è bene che la futura mamma si accerti, dal proprio medico, di poter svolgere in tutta sicurezza l’attività scelta.

Fatte queste premesse, affermiamo con certezza che il Pilates è senz’altro uno degli allenamenti più consigliati nella gravidanza.

pilates in gravidanza

Ma quali sono i benefici del Pilates in gravidanza

Innanzitutto, essendo il Pilates una attività soprattutto posturale, il primo giovamento lo noteremo sul controllo della postura. Questo perchè, il pancione crescendo va a spostare in avanti il baricentro del corpo, causando una accentuazione della curva lombare (lordosi) con conseguente mal di schiena. Il Pilates lavorando sui muscoli stabilizzatori del tronco va a ridurre questo squilibrio, e a ripristinare la corretta postura, limitando nettamente i mal di schiena.

Inoltre attraverso l’allenamento di Pilates siamo in grado di riattivare la circolazione venosa e linfatica in modo da prevenire e/o limitare eventuali gonfiori di mani e piedi tipici della gestazione.

Migliorando la tecnica della respirazione diaframmatica otterremo in più un maggior controllo del corpo durante il travaglio.

Molto importante l’allenamento del Pavimento Pelvico, uno dei principi fondamentali del Pilates è appunto il rinforzo del Pavimento Pelvico (Perineo).

Il Pavimento Pelvico infatti è un’insieme di muscoli e legamenti atti a sostegno degli organi della pelvi (l’utero e la vescica). Mantenere allenata e tonica questa parte soprattutto durante i 9 mesi di gravidanza, può portare diversi vantaggi, come una riduzione del rischio di lacerazione durante il parto, in più diventa utilissimo anche nel post parto, mantenere tonico ed elastico il Pavimento Pelvico ti garantirà infatti di mantenere un buon funzionamento nel tempo dell’apparato genitale e urinario.

pilates in gravidanza
Foto www.meathsports.ie

Controindicazioni, cosa evitare

Nella pratica del Pilates in gravidanza non ci sono vere e proprie controindicazioni, ma solamente alcuni accorgimenti da tenere in considerazione.

In generale, bisognerebbe evitare tutti gli esercizi che richiedono uno sforzo eccessivo e che richiamano grandi quantità di sangue verso i muscoli e il cuore, perchè altrimenti diminuisce quella destinata al feto.

Da evitare inoltre gli esercizi in posizione prona, e quelli che prevedono il sollevamento di gambe e bacino o pressione sulla pancia, sono preferibili esercizi in posizione in piedi o seduta.

Pilates per la schiena, fa bene?

Pilates per la schiena, fa bene?

Pilates per la schiena, funziona veramente?

Pilates, può essere una soluzione per il mal di schiena?

Nella società di oggi, stiamo assistendo ad un progressivo peggioramento di problematiche che riguardano la colonna vertebrale, con patologie sempre più diffuse di tipo degenerativo, quali:

  • Scoliosi.
  • Cifosi. 
  • Ernia del disco.
  • Cervicalgia. 
  • Osteoporosi.
  • Lombalgia. 
  • Lombosciatalgia.

Tutte queste condizioni muscolo-scheletriche sono diventate ormai una delle principali forme di disabilità in particolare nelle persone di mezza età e soprattutto nel mondo occidentale. Fortuna vuole che la maggior parte di queste condizioni non siano causa di traumi o particolari condizioni mediche, ma solamente di abitudini sbagliate che protratte nel tempo hanno innescato queste patologie.

Abitudini quali:

  • Errata postura, partendo dai banchi di scuola, fino alle posture scorrette in lavori d’ufficio seduti davanti al pc.
  • Ridotto o totale assenza di esercizio fisico.
  • Sedentarietà.

esercizi per la schiena

La manifestazione dei sintomi della postura scorretta, possono coinvolgere diversi distretti del corpo. 

Nell’area del cranio e nella zona cervicale:

  • cefalea/emicrania, vertigini, dolori del trigemino.
  • pressione ai bulbi oculari.
  • disallineamento mandibola e bruxismo.
  • prurito alle orecchie e acufeni.
  • diplopia.

A livello vertebrale:

  • torcicollo;
  • sciatalgia, lombalgia, dorsalgia;
  • parestesie degli arti;
  • difficoltà a deambulare.

Arti inferiori:

può esserci dolore, in particolare ai piedi, alluce valgo, con la formazione anche di calli e duroni.

E’ possibile invertire questa tendenza?

Assolutamente si, per nostra fortuna non siamo nati storti, infatti una postura sbagliata non è altro che il risultato di abitudini sbagliate che possono essere modificate. Vero è che il risultato di anni di abitudini sbagliate non si correggono in un giorno, ma è un processo lungo e impegnativo che darà i suoi frutti nel tempo.

Difatti la colonna vertebrale è una struttura complessa costituita dalla sovrapposizione di segmenti ossei sistemati in modo da realizzare una colonna flessibile in grado di sopportare grossi carichi.

La colonna vertebrale è costituita da 33 o 34 vertebre (a seconda che le vertebre coccigee siano fuse tra loro o che una di esse risulti separata), suddivise in 5 aree come segue:

  • 7 vertebre nell’area cervicale, in corrispondenza del collo, chiamate vertebre cervicali.
  • 12 vertebre nell’area dorsale, in corrispondenza alla parte centrale della schiena, chiamate vertebre toraciche o dorsali.
  • 5 vertebre nell’area lombare, in corrispondenza della parte bassa della schiena, chiamate vertebre lombari.
  • 5 vertebre nell’area sacrale, in prossimità del bacino, chiamate vertebre sacrali.
  • 4 o 5 vertebre del coccige, posizionate subito sotto quelle sacrali, chiamate vertebre coccigee.

La colonna vertebrale inoltre presenta quattro curvature fisiologiche:

  • Lordosi cervicale.
  • Cifosi dorsale
  • Lordosi lombare
  • Cifosi sacro-coccigea

Rendendola in questo modo molto più resistente, di una colonna rettilinea, alle sollecitazioni di carichi lungo il proprio asse.

Foto www.ikosecm.it

Alcuni consigli

Abbiamo capito, quindi, che il mantenimento di una corretta postura è molto importante per il benessere di tutto il nostro organismo.

In che modo allora possiamo intervenire?

Il Pilates agisce essenzialmente sul riallineamento naturale delle curve fisiologiche. Andando a modificare le abitudini posturali errate, attraverso esercizi mirati a rafforzare e decontrarre la muscolatura profonda che supporta la corretta postura. La buona funzionalità di questi muscoli profondi, permetterà di mantenere il sostegno di tutta la schiena e di prevenire debolezze, squilibri e futuri dolori.

Ecco alcuni consigli che bisognerebbe adottare nelle nostre attività quotidiane:

  • distribuite il peso in egual modo su entrambi gli arti inferiori, con le piante dei piedi ben appoggiate a terra. Evitate di sbilanciarvi su uno dei due piedi, così come di caricare il peso all’interno o all’esterno del piede.
  • organizzate la vostra postazione di lavoro o di studio in modo che la scrivania e la sedia vi permettano di sedere con le gambe piegate a 90° e i piedi ben appoggiati sul pavimento.
  • regolate lo schienale, in modo da dare sostegno alla zona lombare.
  • munitevi di poggia polsi se lavorate a lungo con il mouse e la tastiera.
  • non accavallate le gambe.
  • non allungate il collo in avanti, verso lo schermo: se non vedete bene, sistemate lo schermo in modo che vi permetta di restare seduti con la schiena e il collo nella posizione corretta;
  • prendersi delle pause e durante la giornata lavorativa e praticare alcuni esercizi per il mal di schiena.

Per aiutarti a questo ho preparato un corso completo gratuito, partendo dai principi del Pilates ti guiderò passo passo per indicarti i movimenti corretti da fare. E con 2/3 allenamenti settimanali di 40 minuti circa, potrai risolvere il tuo mal di schiena.

Sei pronta per iniziare? Clicca in fondo alla pagina.

Pilates o Yoga, quali sono le differenze?

Pilates o Yoga, quali sono le differenze?

Pilates o Yoga, cosa scegliere?

Se sei indecisa e non sai cosa scegliere tra Pilates o Yoga, forse questo articolo può chiarirti le idee.

Sia Il Pilates che lo yoga sono due discipline definite olistiche che si sono evolute in modo significativo proponendo sempre più nuove varianti molto apprezzate dagli allievi di tutto il mondo. Sebbene molte persone li considerino due attività simili, le differenze tra queste due filosofie del movimento però sono enormi, e ora capiremo perché potrebbe essere utile conoscerle per capire quale poter inserire nella nostra routine quotidiana.

Pilates o yoga

Le origini dello Yoga e del Pilates

La differenza principale tra lo Yoga e il Pilates stà sicuramente nella storia.

Lo Yoga è innanzitutto uno stile di vita prima che una attività fisica. Nato in India 5000 anni fa, Lo Yoga è stato progettato per migliorare la salute fisica, la salute emotiva e la salute spirituale, ed essendo appunto principalmente una filosofia di vita, la pratica fisica costituisce soltanto una delle cosiddette otto parti con cui il Rishi Patanjali suddivise il “sentiero dello Yoga”

  1. Yama – Principi morali
  2. Nyama – Disciplina personale
  3. Asana – Posizioni del corpo
  4. Pranayama – Controllo del respiro
  5. Pratyahara – Ritiro dei sensi
  6. Dharana – Concentrazione
  7. Dhyana – Meditazione
  8. Samadhi – Estasi

La pratica fisica dello Yoga di cui ci occupiamo in questo articolo, fondamentalmente consiste nel raggiungimento di determinate posizioni (asana) che vengono mantenute per un certo periodo di tempo accompagnate da esercizi di respirazione (pranayama). I ritmi sono lenti, le asana mantenute a lungo, i respiri profondi, il tutto con lo scopo di rinforzare interamente il nostro corpo.

foto cussassari.it

La storia del metodo Pilates originariamente noto come “Contrology” invece è più recente.

Nasce infatti nella prima metà del 1900 da Joseph H. Pilates il suo fondatore nato in Germania nel 1883, e posa le sue fondamenta su precisione, fluidità e controllo, attenzione sul respiro, sulla postura, sull’ allungamento dei muscoli e soprattutto sul rinforzo del core, o cintura addominale (area compresa da diaframma, trasverso addominale, obliqui interni, multifido e pavimento pelvico) per il supporto della colonna vertebrale.

Gli esercizi che caratterizzano questo metodo codificato si svolgono principalmente a terra, sul tappetino (Matwork) e permettono di fortificare i muscoli addominali e della schiena e correggere le asimmetrie lavorando sul riequilibrio posturale.

Il Pilates è senza dubbio l’attività più indicata per contrastare il mal di schiena mirando direttamente alla causa del problema. Grazie a questo metodo è infatti possibile migliorare la postura eliminando rigidità e tensioni generali, come pure i problemi specifici della colonna vertebrale, che, sono le principali cause del mal di schiena.

Inoltre è dimostrato che il Pilates può migliorare la densità ossea, specialmente tra le donne in Menopausa.

cosa è il pilates

Nella pratica

Sia lo yoga che il pilates matwork possono essere eseguiti con poca attrezzatura. Richiedono solo l’uso di un tappetino ed eventualmente alcuni piccoli oggetti aggiuntivi, come un mattoncino utilizzato per raggiungere determinate asana per lo yoga, o il ring, elastici e roller utilizzati per incrementare il livello di difficoltà negli esercizi di Pilates.

Entrambe le attività si concentrano sull’uso corretto della respirazione durante l’esercizio ma, la tecnica è differente. Nel Pilates si utilizza la respirazione toracico-laterale, inspirando con il naso ed espirando dalla bocca, con lo scopo di non influenzare la muscolatura profonda del Core, e quindi poter eseguire gli esercizi respirando col torace mentre l’addome è contratto.

Nello Yoga si utilizzano invece diverse tecniche a seconda dell’intenzione della pratica:

  • la respirazione addominale (o diaframmatica)
  • la respirazione toracica (o costale)
  • la respirazione clavicolare

Ultimo punto, ma non meno importante: Yoga e Pilates aiutano a liberare la mente da tensioni e stress, ampiamente presenti nel periodo complicato che stiamo affrontando!

In conclusione, se non hai mai provato questi corsi, ti suggeriamo di approfittare delle nostre video-lezioni gratis di Pilates: cogli l’occasione per sperimentare nuove attività!