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Come faccio a sapere se il mio allenamento darà risultati?

Come faccio a sapere se il mio allenamento darà risultati?

Come faccio a sapere se mi sto allenando bene?

Sembra una domanda stupida, ma invece non lo è affatto. Che si tratti di allenamenti di Fitness, Pilates o semplicemente la corsa, succede che andando avanti con il tuo programma di allenamento, ad un certo punto ti sorga spontanea una domanda: come faccio a sapere se i miei esercizi/allenamenti funzionano? Non ho idea di quali siano i parametri che possano stabilire se il mio allenamento darà risultati oppure no. Non so se dovrei cercare dei cambiamenti visibili sul corpo o dei cambiamenti di umore oppure un aumento di energia.”

Quindi, vorrei davvero sapere cosa dovrei cercare per sapere se il mio percorso di allenamento è giusto per me e mi farà raggiungere i risultati che vorrei vedere sul mio corpo?

Se ti trovi in questa situazione, non preoccuparti, esistono diversi indizi per comprendere quando un allenamento non sta funzionando e se stai rischiando di andare in sovrallenamento o magari invece se ti stai semplicemente allenando troppo poco.

Ovviamente partiamo dal presupposto che il programma di allenamento che stai seguendo sia coerente e correttamente strutturato in base ai risultati che vuoi raggiungere.

Ti elenco ora 5 segnali che devi tenere in considerazione per capire se il tuo allenamento funziona e ti darà i risultati che cerchi.

mi sto allenando bene

5 segnali per capire se il tuo allenamento è veramente efficace

Partiamo dicendo che il segno più evidente per capire se l’allenamento sta funzionando è vedere il nostro corpo cambiare. 

Ma per poter vedere questo ci vuole del tempo, quindi come facciamo a rimanere motivati ​​nel frattempo e come sappiamo che quello che stiamo facendo sta effettivamente funzionando e non stiamo sprecando il nostro tempo e le nostre energie? 

Ecco 5 segnali sicuri che i tuoi allenamenti stanno funzionando:

1. Il tuo allenamento ti piace.

Prima indicazione, e non è scontato! E sì, questo è un segno che il tuo allenamento sta “funzionando!” Come mai? Andare ad allenarsi con entusiasmo e volentieri è la prima indicazione che sei sulla strada giusta, perché il raggiungimento di tutti gli obiettivi inizia con l’attesa del tuo allenamento. Ed è davvero difficile per tante persone trovarlo!

2. Ti senti meglio.

Abbiamo parlato dei cambiamenti di umore ed è proprio così. Allenarsi ti aiuta a sentirti più felice, più calmo e meno stressato, questo perché chi fa sport regolarmente sviluppa livelli più elevati di endorfine (ormoni del benessere) di coloro che non lo praticano. Fino al 500% in più! Questo ti porterà di conseguenza ad avere una migliore capacità di gestione dello stress, con la sensazione di avere più energia nel resto della giornata.

3. Ti senti più forte.

Ad un certo punto, durante un’allenamento penserai; forse posso riuscire a fare qualche ripetizione in più, oppure potrei aumentare il carico in questo esercizio o ancora cercare di camminare o correre più a lungo del solito. In questo modo ti renderai conto che quello che ti risultava difficile qualche settimana o mese prima, ora sembra più facile. Questo è un segno che gli allenamenti stanno funzionando, ed è un modo per mantenere alta la motivazione. Cogli sempre l’occasione di sfruttare quelle opportunità che ti consentono di sfidare te stessa. Non importa quanto piccoli, sono segni di crescita!

4. Hai più fame.

Dopo un intenso allenamento è assolutamente normale avere più appetito del solito. Questo perché il corpo ha bisogno non solo di ripristinare le energie spese durante l’esercizio fisico, ma anche di attivare il processo della supercompensazione attraverso l’attivazione della sintesi proteica, che diventa estremamente ricettiva dopo un’intenso allenamento.

5. Dormi meglio.

Per ultimo, ma non meno importante è la qualità del sonno. Dormire circa 8 ore a notte in orari coerenti è fondamentale per chi fa sport. Il riposo notturno consente di ricaricare le batterie per il giorno dopo, e se la tua qualità del sonno migliora e la mattina ti svegli riposata ed energica, vuol dire che sei sulla strada giusta.

Un ultimo consiglio riguarda l’allenamento serale. Gli orari migliori per allenarsi sono generalmente al mattino o al pomeriggio, ma se per questioni lavorative trovi il tempo solo alla sera, il mio consiglio è che puoi allenarti fino a 2-3 ore prima di andare a dormire, non oltre perché l’aumento del metabolismo che l’allenamento induce potrebbe ostacolare il tuo sonno.

A questo punto ti auguro buon allenamento, e prova il nostro corso di Pilates gratuito!

Doms, cosa sono? L’indolenzimento muscolare.

Doms, cosa sono? L’indolenzimento muscolare.

Cosa sono i Doms

Hai appena iniziato a riallenarti dopo il fermo estivo? oppure hai semplicemente cambiato routine di allenamento? In ognuno di questi casi avrai a che fare con i Doms. Cosa sono i Doms? Sono degli indolenzimenti muscolari che talvolta possono risultare alquanto fastidiosi.

Mi sento chiedere spesso dai miei nuovi clienti; è normale avere questi dolori? Posso fare qualcosa per impedire che mi vengano? Cosa sta accadendo nei miei muscoli? Come faccio a farli sparire?

Bene, cominciamo col dire che avere questi indolenzimenti muscolari è assolutamente normale, è una normale risposta fisiologica ad una serie di sforzi superiori alla norma, o lo svolgimento di attività fisiche a cui non siamo abituati.

Questa sensazione di indolenzimento muscolare dopo l’attività fisica, che compare tipicamente nei due giorni successivi all’allenamento, è una condizione conosciuta in campo medico con il nome di “Indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata” (DOMS, dall’inglese Delayed Onset Muscle Soreness).

Quale è la causa dei Doms?

Possiamo considerare i Doms post allenamento, come un fastidioso effetto collaterale dell’esercizio fisico. Spesso si ha la convinzione errata che i DOMS siano causati da un accumulo di acido lattico, ma in realtà il meccanismo è differente, visto che il lattato prodotto durante l’allenamento in realtà viene smaltito molto velocemente. Entro circa 1 – 2 ore dopo l’allenamento la sua concentrazione nel sangue rientra nella norma, mentre i sintomi dei Doms invece salgono nelle prime 24 ore, crescono fino a raggiungere il picco tra le 24 e le 48 ore, per poi andare ad esaurirsi entro le 96 ore (4 giorni).

Quindi, se l’acido lattico libera il muscolo poco dopo la fine dell’allenamento, significa che quando ti svegli la mattina dopo un intenso allenamento delle gambe e non riesci a scendere le scale, questi sono i Doms.

contrazioni eccentriche e concentriche

Come si formano i Doms?

La formazione del DOMS viene per lo più correlata ad una attività fisica prevalentemente con movimenti di tipo eccentrico come la corsa in discesa, gli esercizi pliometrici (come il salto), e l’allenamento con sovraccarichi. Tipologie queste di allenamento che maggiormente causano delle microlesioni muscolari, che a loro volta scatenano una risposta infiammatoria. E’ proprio questa risposta infiammatoria a causare la sensazione di dolore. Ma sono anche questi piccoli traumi che consentono all’organismo di adattarsi allo sforzo migliorando progressivamente le proprie capacità funzionali. Il corpo risponde a questi traumi ricostruendo in numero maggiore le fibre muscolari danneggiate, attraverso quel meccanismo chiamato supercompensazione. Migliorando in questa maniera le performance atletiche. A condizione che tu gli conceda il tempo sufficiente per recuperare, naturalmente.

Cosa possiamo fare per alleviare i Doms?

Come possiamo evitare di piangere dal male ogni volta che ci sediamo, ridiamo o ci scappa uno starnuto?

Ecco alcuni consigli per ridurre il dolore muscolare dopo un duro allenamento.

  • Dormire – assicurati di dormire almeno 8 ore a orari coerenti ogni notte.
  • Recupero attivo – L’attività aerobica leggera è un ottimo modo per favorire il flusso sanguigno che favorisce un afflusso di ossigeno e nutrienti ai muscoli, aiutando il processo di recupero.
  • Stretching – E’ importante! Non solo perché favorisce una buona mobilità e flessibilità aiutando a prevenire gli infortuni, ma lo stretching aiuta a prevenire o ridurre alcuni dolori muscolari da allenamenti intensi.
  • Altri rimedi – Tra gli altri rimedi che possono essere utilizzati per alleviare i Doms e fornire un po’ di sollievo, troviamo; i massaggi, l’agopuntura e la crioterapia (o terapia del freddo).

come si formano i doms

Un’altra cosa di cui il tuo corpo ha bisogno per recuperare da un intenso allenamento, è il giusto carburante.

L’alimentazione gioca infatti un ruolo importante sia nella prevenzione che nella riduzione degli indolenzimenti muscolari. Consiglio quindi una particolare attenzione a queste categorie di alimenti:

  • Proteine – Le tue fibre muscolari si stanno riparando per diventare più forti. Mangiare una dieta ad alto contenuto di proteine è estremamente importante poiché le proteine sono il macronutriente responsabile della costruzione del tessuto muscolare.
  • Carboidrati – I tuoi muscoli usano il glicogeno come carburante energetico, che proviene dai carboidrati. Dopo aver esaurito le loro scorte durante un allenamento, assicurati di reintegrare carboidrati di buona qualità come frutta, verdura e cereali integrali.
  • Cibi integrali – Mangia una buona varietà di cibi integrali per ottenere le vitamine e i minerali necessari per facilitare la riparazione muscolare.
  • Acqua – La disidratazione non farà altro che peggiorare i tuoi muscoli doloranti. Assicurati di consumare abbastanza acqua durante la giornata (usa sempre l’acqua come forma primaria di idratazione e fai uno sforzo consapevole di bere almeno 1,5 – 2 litri di acqua al giorno anche se non hai sete.
Lo stress fa dimagrire? o fa ingrassare?

Lo stress fa dimagrire? o fa ingrassare?

stress e ansia sintomi fisici

E’ vero che lo stress fa dimagrire? O fa ingrassare? Che rapporto ha lo stress con il nostro corpo e la nostra salute?

Succede che alcune persone quando attraversano un periodo di forte stress dimagriscono, mentre altre ingrassano. Come è possibile questa differenza?

Facciamo una distinzione. Di quale stress stiamo parlando?

In sintesi possiamo avere 2 tipi di stress:

  1. Stress acuto
  2. Stress cronico

Stress acuto


Lo stress acuto
 è quello che si manifesta una sola volta, è rapido e agisce in risposta al meccanismo di attacco o fuga ad un’evento particolare (situazione di pericolo, morte di una persona cara, divorzi, malattia etc). Generalmente proviamo stress acuto più volte durante il giorno, senza che questo ci arrechi particolare danno.

La minaccia può essere reale o immaginaria; la risposta allo stress è determinata dalla nostra percezione della stessa. Durante la risposta ad uno stress acuto, viene attivato il sistema nervoso autonomo; aumentano i livelli di cortisolo, adrenalina e altri ormoni che inducono un aumento della frequenza cardiaca, della frequenza respiratoria e una pressione sanguigna più alta, la digestione rallenta, viene esercitata una costrizione dei vasi sanguigni. Il corpo si prepara per la modalità di attacco o fuga.

Al termine dell’evento stressante si attiva una risposta di rilassamento che ripristina le normali funzioni dell’organismo.

stress e ansia sintomi fisici

Stress cronico

Nello stress cronico invece, la condizione è prolungata nel tempo e ci si sente costantemente sotto pressione e in stato di allerta, questa condizione può se prolungata portare anche gravi conseguenze.

In questo caso l’organismo non funziona più come dovrebbe, e resta in una fase di costante allarme con il rischio di avere delle conseguenze importanti sul nostro benessere, tra cui anche una riduzione delle difese immunitarie.

Ecco un elenco dei fattori principali che ci inducono ad uno stato di stress cronico:

  • Stress coniugale.
  • Basso stato sociale ed economico.
  • Esperienze infantili avverse.
  • Isolamento sociale, solitudine e mancanza di sostegno.
  • Stress lavorativo.
  • Collera ed ostilità.

Tutti questi fattori possono produrre dei sintomi anche importanti, quali:

  • Mal di testa frequenti.
  • Tensione al collo e alle spalle.
  • Stanchezza cronica.
  • Sudorazione delle mani.
  • Agitazione e irrequietezza.
  • Insonnia.
  • Dolori alla schiena.
  • Tachicardia.
  • Vertigini.
  • Problemi sessuali.
  • abuso di alcol e nicotina.
  • alimentazione sregolata.
  • Frequente mal di stomaco/problemi digestivi.
  • Inappetenza.
  • stipsi.

Come possiamo notare, inappetenza e alimentazione sregolata rientrano tra i sintomi più diffusi di stress e ansia. Ma vediamo ora nel dettaglio che effetti ha la nostra dieta con lo stress.

lo stress fa dimagrire

Perché lo stress fa dimagrire?

Ora che abbiamo visto cosa è lo stress e quali problemi comporta, ci accorgiamo che esiste una profonda relazione tra cibo ed emozioni. Molte persone quando vivono una situazione di forte stress tendono ad ingrassare, mentre altre a dimagrire. Capita in alcuni casi che si mangi maggiormente perché si è tristi, o annoiati o ansiosi, quella che definiamo fame nervosa può diventare, se non controllata, un problema a lungo termine.

Un periodo di stress può infatti determinare un aumento o un calo di peso a seconda della predisposizione della persona.

La causa principale del dimagrimento sembrerebbe essere attribuita alla mancanza di appetito, la classica sensazione di stomaco chiuso. Infatti lo stomaco può essere considerato alla stregua di un secondo cervello, essendo fortemente influenzato dalle emozioni, da stress e ansia.

In più in uno stato di stress prolungato, permangono elevati livelli di cortisolo. Il ruolo del cortisolo (ormone dello stress) è quello di essere un ormone catabolico. Significa che tendenzialmente ostacola la crescita e demolisce la massa muscolare. In pratica è l’antagonista del testosterone. Il cortisolo inoltre promuove la liberazione delle nostre scorte di zuccheri dal flusso sanguigno, e in una situazione di stress continuo, accompagnata da una diminuzione dell’apporto alimentare, questo meccanismo può determinare una perdita di peso.

Il cortisolo però non è l’unico ormone prodotto durante una condizione di stress, ma viene rilasciata anche la noradrenalina, un ormone implicato direttamente nel metabolismo corporeo, sintetizzato dal surrene, che stimola l’organismo a bruciare più grassi.

lo stress fa ingrassare

Perché lo stress fa ingrassare?

In questo caso succede l’opposto, cioè chi è sottoposto ad un forte stress, per predisposizione personale tende a mangiare maggiormente per compensazione, in tal caso il cortisolo ci spinge a consumare alimenti ad alto contenuto calorico, in particolare cibi ricchi di zuccheri e grassi, questo perché il cervello pensa di avere maggior bisogno di energia per far fronte a una situazione di pericolo, inoltre l’innalzamento del livello di cortisolo porta ad un aumento del rilascio di insulina da parte del pancreas, di conseguenza l’iperinsulinemia porta a un maggior deposito di grasso.

In più diversi studi scientifici hanno definito fondamentale anche il ruolo del neuropeptide Y, un ormone che controlla l’appetito nel cervello. In situazioni ricche di stress questo ormone viene rilasciato verso i nervi periferici dei tessuti adiposi con la conseguenza di assimilazione maggiore di qualsiasi alimento.

Conclusioni. Come lo stress influenza il metabolismo.

Concludiamo definendo quindi il cortisolo come il principale responsabile delle nostre altalene metaboliche. Difatti sembrerebbe che l’aumento o la diminuzione del nostro peso corporeo sia determinato dai diversi meccanismi che si innescano attraverso la produzione di questo ormone, a seconda della nostra predisposizione personale ad un maggiore o minore appetito, in seguito ad un evento stressante.

Diventa importante quindi trovare delle strategie per gestire al meglio questo stato. Ecco alcuni consigli per alcune tecniche di gestione dello stress; Mindfulness, tecniche di respirazione, meditazione, Yoga e Pilates possono rivelarsi dei validi alleati per il nostro benessere. Senza però tralasciare la nostra dieta.

Per favorire l’abbassamento degli alti livelli di cortisolo infatti, è necessario innanzitutto ridurre la quantità di calorie assunte durante la giornata, limitare il consumo di cibi ricchi in zuccheri e grassi insaturi, prediligere il consumo di frutta e verdura, di grassi omega 3 e di cibi a basso indice glicemico.

Inoltre la presenza di fibra ad ogni pasto della giornata è utile per bilanciare la produzione di Cortisolo. Consumare la verdura ai pasti e la frutta negli spuntini, privilegiando il consumo di cereali ricchi di fibra (segale, avena, farro), può essere una buona soluzione per una dieta senza stress.

Cosa è il Fit Pilates

Cosa è il Fit Pilates

Come nasce il Fit Pilates

Il Pilates è una disciplina relativamente recente, nasce infatti agli inizi del 1900 dal fondatore ed ideatore del metodo, il Trainer tedesco Joseph Hubertus Pilates.

Nasce come tecnica di esercizi per il recupero fisico e posturale, soprattutto per quanto riguarda le problematiche che portano al mal di schiena, quindi pone l’accento essenzialmente sul rinforzo del Core, degli addominali, dei muscoli posturali e la respirazione.

Fino alla sua morte, avvenuta nel 1967, Joseph Pilates non ebbe modo di registrare il marchio del suo metodo che al tempo battezzò con il nome di “Contrology”. Quindi fu possibile, negli anni successivi, da parte di alcuni danzatori e Trainer di diverse specialità, ampliare e arricchire il metodo, arrivando a fonderlo anche con altre discipline come lo Yoga, il Tango e appunto, il Fitness.

fit pilates
Foto: pilafit.ch

In cosa consiste il Fit Pilates?

Il Fit Pilates è un nuovo metodo di allenamento che si sta diffondendo sempre di piu’ in questi anni, facendosi apprezzare da un pubblico di tutte le età grazie alla sua grande efficacia. 

Fondamentalmente è composto da un mix di movimenti che combinano Pilates classico, movimento funzionale, resistenza ad alta intensità e allenamento a intervalli ad esercizi di Fitness.

Diventando una pratica veramente completa, dove attraverso un programma di allenamento dinamico in cui si lavora su un’insieme di muscoli, riattiviamo il metabolismo migliorando forza, resistenza, flessibilità e in più perdendo anche qualche chilo di troppo, il che non guasta.

In altre parole con il Fit Pilates pratichiamo un’allenamento con cui andiamo a risvegliare il metabolismo dell’individuo e a migliorare la salute del cuore e dell’intero apparato circolatorio, oltre a garantire i benefici del lavoro di allungamento e potenziamento muscolare caratteristici del Pilates.

fit pilates corpo libero

Il Reformer, macchina per Fitness e Pilates

Il Fit Pilates può essere praticato sia come personal che in gruppo, negli esercizi a corpo libero (matwork) l’allenamento può essere integrato anche con l’utilizzo di piccoli attrezzi come: fasce elastiche, palle, magic circle e roller.

Ma, se vogliamo migliorare forza e resistenza del nostro corpo e dei nostri muscoli, secondo me il metodo più efficace è senza dubbio con le macchine del Pilates, ed in particolare la macchina che meglio si presta per questa tipologia di attività è l’Universal Reformer.

Il Reformer è la macchina principale e più conosciuta del metodo Pilates. Composta da un carrello che scorre su delle guide, dove da una parte è collegato con dei cavi che passano su carrucole, mentre dall’altra sono state applicate delle molle in acciaio di diversa intensità come resistenze.

Il workout sul Reformer diventa così un allenamento completo e personalizzato a seconda del livello e delle capacità muscolari della persona, il Personal Trainer applicando più o meno molle al carrello può regolare l’intensità dell’esercizio in base ad una maggiore o minore richiesta di resistenza.

Il Reformer è quindi una macchina che permette una grande varietà di esercizi, per questo motivo si adatta molto bene ad eseguire anche movimenti di Fitness.

Il principale vantaggio di eseguire un allenamento di Fit Pilates con il Reformer è che la macchina da la possibilità di eseguire un vasto numero di esercizi in posizione orizzontale, ossia con la schiena in appoggio, facendo così in modo di non caricare sulla colonna vertebrale rischiando fastidiosi mal di schiena, e la possibilità di dosare il carico ci consente di aumentare la difficoltà dell’esercizio senza compromettere la fluidità del movimento.

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I benefici del Fit Pilates

Insomma, i benefici del Fit Pilates sono enormi, proprio perché lavorando sulla parte cardio, preserviamo la salute e il benessere cardio-vascolare bruciando inoltre calorie che ci consentiranno di perdere peso, mentre con il lavoro sulla forza ed elasticità, miglioriamo il controllo dei movimenti del nostro corpo, il tono e la funzionalità di muscoli e articolazioni, con particolare attenzione a quelle parti che a noi donne interessano maggiormente, come addominali e glutei.

Ti elenco ora tutta una serie di benefici che potrai ottenere praticando una lezione di Fit Pilates almeno 2 volte a settimana:

  • muscoli più lunghi ed elastici
  • miglioramento di eventuali problemi posturali
  • aumento della forza in generale
  • aiutare a prevenire gli infortuni
  • migliorare la forma fisica e facilità e fluidità di movimento
  • sviluppo della consapevolezza corporea
  • basso impatto sulle articolazioni
  • Incremento delle prestazioni negli altri sport
  • Miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione
  • Perdita di peso
  • Tonificazione di tutto il corpo
  • Umore migliore
  • Aumento del metabolismo
  • Miglioramento della respirazione e capacità polmonare

Il Fit Pilates è consigliato soprattutto per persone che necessitano di dare una scossa metabolica al proprio fisico senza rischiare di creare traumi articolari, mal di schiena e problemi alla colonna vertebrale.

Il muscolo Ileo Psoas nel Pilates

Il muscolo Ileo Psoas nel Pilates

Ileo Psoas il muscolo dell’anima

Esiste un muscolo nel nostro corpo che, oltre ad essere fondamentale per una postura corretta e per la stabilità del Core, viene considerato come un sensore del nostro stato di ansia e stress. Si tratta dell’Ileo Psoas.

L’Ileo Psoas, che viene chiamato anche il muscolo dell’anima è un muscolo molto profondo, che collegando la parte superiore del corpo con quella inferiore, secondo varie filosofie orientali assume la funzione di un canalizzatore energetico in grado di connettere le nostre radici terrene, con la nostra parte più sottile e spirituale.

Consentendo così all’energia vitale di scorrere liberamente attraverso di esso. Difatti uno Psoas allenato e rilassato, consente il fluire delle energie sottili attraverso le ossa, i muscoli e le articolazioni.

lo Psoas inoltre è collegato anche al diaframma (muscolo fondamentale per la respirazione) attraverso il tessuto connettivo o fascia.

Questa connessione tra Psoas e diaframma, lo rende spesso responsabile di stati di ansia, paura ed eccitazione.

Infatti un Ileo psoas contratto, determinerà una contrazione anche del diaframma, di conseguenza questa contrazione porterà ad un accorciamento del respiro, e di seguito ad un accelerazione della frequenza cardiaca, causandoci stati di ansia e agitazione.

Purtroppo il nostro stile di vita moderno e frenetico attiva e contrae ripetutamente l’Ileo psoas, rendendolo letteralmente pronto per lo stato di “attacco o fuga” (meccanismo primordiale che il nostro organismo mette in atto ogni volta che si sente in pericolo). 

Mantenendo costantemente contratto l’Ileo psoas a causa di stress o tensione, il muscolo tenderà ad accorciarsi o ad infiammarsi, innescando tutta una serie di importanti patologie tra cui:

  • Lombalgia
  • Sciatica
  • Problemi ai dischi intervertebrali
  • Spondilolisi
  • Scoliosi
  • Degenerazione dell’anca
  • Dolore al ginocchio
  • Mestruazioni dolorose
  • Infertilità
  • Problemi digestivi

Dove si trova L’Ileo Psoas?

L’ileo psoas, in verità è costituito da 2 fasce muscolari:

  1. Il muscolo iliaco
  2. Il muscolo psoas (che a sua volta include il piccolo psoas e il grande psoas).

Il muscolo Ileo Psoas è il muscolo più profondo del corpo umano, si inserisce su entrambi i lati della colonna vertebrale, estendendosi lateralmente dalla dodicesima vertebra toracica (T12) a ciascuna delle 5 vertebre lombari. Da lì scorre verso il basso attraverso il nucleo addominale, il bacino, per attaccarsi alla parte superiore dell’osso del femore (coscia).

dove si trova ileo psoas

A cosa serve il muscolo Ileo Psoas?

L’Ileo Psoas viene considerato il più potente muscolo flessore dell’anca. E’ il muscolo che ci permette di sollevare la gamba quando camminiamo. Quindi interviene nei movimenti di avvicinamento della coscia all’addome, e nella extra-rotazione della coscia. Viene attivato anche nella flessione e nella rotazione del tronco.

Per molte persone, lo psoas può diventare un muscolo doloroso. Quando il tuo corpo si adatta ad una posizione scorretta, specialmente se stai seduto tutto il giorno, lo psoas si accorcia e tira la colonna vertebrale accentuando la curva lombare. Generando così una forte tensione nella bassa schiena.

Un psoas cronicamente corto non è attivo per la sua funzione. Si pensa che la classica postura curva degli anziani provenga da uno psoas corto cronico. Quando ciò accade, gli altri muscoli, specialmente gli antagonisti, devono compensare rimanendo allungati, il che a sua volta causa un indebolimento e ipotonia di quegli stessi muscoli, in particolare i glutei.

Il dolore si sviluppa a causa dell’accorciamento e della sovra-compensazione degli altri muscoli. Uno psoas accorciato cambia anche la struttura della colonna vertebrale a causa dello stress aggiuntivo, specialmente se l’accorciamento è maggiore da un lato, questo può causare squilibri della colonna vertebrale e portare alla scoliosi.

ileopsoas

Mantenere in salute il nostro Ileo Psoas è quindi di fondamentale importanza con il passare degli anni, soprattutto se si conduce uno stile di vita sedentario e con poca attività fisica. Il Pilates svolge un ruolo fondamentale nella creazione di un programma di allenamento che ci consenta di mantenere uno Psoas sano.

Inizia il nostro corso gratuito di Pilates Online, lavorando sul Core (e i muscoli dell’anca compreso lo psoas) andremo a operare su un’ampia gamma di esercizi che miglioreranno tono e mobilità del tuo muscolo Ileo Psoas.